Presidi di immobilizzazione 1

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informazioni importanti per i soccorritori

In presenza di sospetto di lesioni muscolo-scheletriche, ovvero, di fronte ad un paziente che abbia subito un trauma, al fine di rispettare la prima regola del soccorso: “non nuocere” occorre limitare i rischi dovuti alle manovre di mobilizzazione e trasporto del paziente. Per ottenere questo risultato occorre utilizzare un insieme di presidi riferiti a differenti funzioni. Sono identificabili due grosse categorie di presidi di immobilizzazione del paziente, con differenti caratteristiche: 1. Immobilizzazione in posizione allineata e/o allineabile; 2. Immobilizzazione in posizione disallineata e/non allineabile (di reperimento o antalgica). Le due categorie di strumenti enfatizzano soluzioni diverse: La prima è basata su una rigida anatomicità preformata del presidio (di questa categoria fanno parte: collare cervicale, KED, XT, tavola spinale, scoop65EXL). La seconda si sviluppata per ottenere immobilizzazioni sagomate su posizioni lontane dalla normale morfologia della parte (materasso a decompressione e steccobende a decompressione, le quali servono non solo a ridurre la mobilità degli arti lesionati ma anche del tratto cervicale o trasporto del lattante).
Tutti i presidi d’immobilizzazione hanno un proprio utilizzo specifico e sono utilizzate in ambito d’emergenza, pertanto fantasiosi usi non giustificabili ed un tempo di permanenza prolungato sul paziente possono arrecare danni, anche irreversibili e con ovvie responsabilità penali e civili.
L’utilizzo di tutti i presidi d’immobilizzazione non può essere fatto a priori della valutazione ABCDE (Scoop o Spinale nella fase D/E, come insegnano PTC e PHTLS).
Vi sono alcuni accorgimenti che possono valere per tutti i presidi, nessuno escluso, come:
la valutazione della sicurezza dell’ambiente sia per il paziente che per la squadra di soccorso.
La valutazione della dinamica del trauma è di massima importanza per farsi un’idea della possibile energia che può aver subito il paziente (violenza dell’impatto, scontro tra mezzi di dimensioni opposti, resistenza corporea del pz ..ecc..);
Nei casi di traumi è consigliabile munirsi sempre dell’aspiratore oltre ai presidi utili all’immobilizzazione del pz.
– Ricordarsi che l’ipotermia può dare complicanze importanti al paziente immobilizzato e di conseguenza lo si deve coprire con un telo isotermico.
– QUICK LOOK: Una prima valutazione d’insieme con un veloce sguardo al paziente può fornire al soccorritore numerose informazioni che, per quanto generiche, possono indirizzare all’eventualità di richiedere un supporto di altri enti (VVF…), di individuare sommariamente il livello di criticità del paziente per tarare correttamente la strategia d’intervento (es. la necessità di praticare uno scoop & run di fronte ad un’emorragia massima da ferita penetrante ecc….). Ricordarsi che questo primo approccio deve avere una durata molto limitata di pochi secondi e non deve in alcun modo ritardare la primary survey.
Una possibile modalità di esecuzione del quick look può essere la seguente:
1. Accessibilità: paziente accessibile, incarcerato, prono, con casco?
2. Vitalità: mostra segni di vita (fonazione, movimenti)?
3. Cute: colorito della cute preoccupante (cianosi, pallore)?
4. Emorragie: emorragie imponenti e immediatamente evidenti?
5. Aiuti: necessità di acquisire ulteriori competenze (113, VVF,…)

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