FACCIAMO CHIAREZZA SULLE ZONE “CARDIOPROTETTE”

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IMPORTANTE:
Su un’emittente locale, giorni fa ho ascoltato con particolare interesse che è stato posizionato un defibrillatore, uno dei commenti che mi hanno colpito è stato: “ora la zona è cardioprotetta”, ben per loro se basta un defibrillatore fissato ad una teca perché si possa salvare chi ha una fibrillazione ventricolare, mentre chi ha un arresto cardiaco o altre forme morbose elettriche o meccaniche di pompa cardiache?

Chi esercita il potere dell’informazione a larga scala, e divulga notizie non di loro competenza tecnica e tanto meno professionale ad un popolo di cui il sapere su particolari argomenti non è principale progetto ambizioso di vita, è come dire “ti do io la soluzione al problema” tu resta pure con l’idea che per chi muore, era la sua ora o era destino, che basta il defibrillatore te lo dico io”.
I messaggi importanti come quello in questione, dove veramente un defibrillatore può fare la differenza, vanno dati con il sapere quello che si dice e con la coscienza che divulgare mezze verità possono avere la consistenza di totale falsità.

L’argomento divulgato ha l’impressione di essere più una forma propagandistica che concreta.

Purtroppo i benefattori che si sono prodigati con enormi sacrifici per l’acquisto del defibrillatore e ai quali vanno i nostri più sinceri ringraziamenti ed elogi, potrebbero avere una risposta non adeguata alle loro aspettative in caso di arresto cardiocircolatorio e/o utilizzo del AED o DAE qual che dir si voglia, in coscienza vorrei dirvi qualcosa, se non si fanno corsi fatti secondo scienza e coscienza, non basandosi solo sul si spende meno oppure sui numeri fatti dai centri e non sulla qualità. La qualità non ha prezzo come la vita di una persona.

A: Chi sa valutare lo stato della coscienza di un adulto di un bambino o di un lattante?
B: Chi sa valutare il respiro di un adulto di un bambino o di un lattante?
C: Chi sa valutare il circolo di un adulto di un bambino o di un lattante?
D: Chi sa accendere, fare sicurezza per non prendere la scossa e sa collocare correttamente le piastre dell’AED sull’adulto sul bambino o sul lattante?
E: Chi sa disostruire le vie aeree all’adulto, al bambino o al lattante essendo uno dei fattori che possono portare all’arresto cardiaco specialmente nel bambino?
F: Chi sa, quando e come posizionare un paziente in Posizione Laterale di Sicurezza?

Come pretendere che un passante qualsiasi abbia le capacità di valutare tutto questo se non ha frequentato un corso specifico?

Ci vogliono cinque sei ore di corso intensivo tra teoria e pratica per formare un cittadino e apprendere le importanti manovre di Rianimazione Cardio Polmonare con l’utilizzo dell’AED e non tutti conseguono l’abilitazione, infatti in media uno su cento non ha idoneità fisica o attitudinale.

Ricordo sempre nei nostri corsi che per rianimare, le cose importanti le abbiamo a portata di mano e sono le nostre mani. Il defibrillatore serve a defibrillare le nostre mani a rianimare, l’AED ci aiuta nel soccorso non ci può sostituire.

Inoltre non tutti gli arresti cardiaci sono attribuibili a disfunzioni elettriche defibrillabili e solo le nostre mani finché non arriva personale qualificato e attrezzato adeguatamente possiamo anzi dobbiamo utilizzare solo le nostre mani se non abbiamo fatto un corso di BLS con l’utilizzo del AED.

Non sempre gli infermieri della centrale operativa del SUEM hanno il tempo da dedicare e fornire le metodologie per utilizzare il DAE o la Rianimazione Cardio Polmonare ai testimoni di un sospetto arresto cardiaco.
Dalla chiamata in centrale all’arrivo del mezzo di soccorso passano minuti preziosi che possono essere responsabili di un arresto cardiaco irreversibile o che comportano gravi deficit neurologici dovuto all’ ipossia (carenza di ossigeno) cerebrale. Se non ci sono persone formate a praticare la RCP con l’utilizzo del defibrillatore il soccorso al malcapitato non può definirsi efficiente ed efficace anzi può essere inutile.
E’ come comprare un’automobile e non avendo conseguito la patente pretendere di saperla condurre chiamando la scuola guida per avere indicazioni all’utilizzo al telefono, non vi sembra improponibile?

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